CARAVAGGIO E IL NOVECENTO

CARAVAGGIO E IL NOVECENTO

ROBERTO LONGHI, ANNA BANTI

Firenze, Villa Bardini –  27 marzo – 20 luglio 2025

È il romanzo di una intensa vita a due quello che si dipana in Villa Bardini di fronte al visitatore che si immerge nelle 12 sezioni della emozionante mostra “Caravaggio e il Novecento. Roberto Longhi, Anna Banti”, dal 27 marzo al 20 luglio a Villa Bardini a Firenze, a cura di Cristina Acidini e Claudio Paolini, mostra promossa da Fondazione CR Firenze, in collaborazione con Fondazione di Studi di Storia dell’Arte Roberto Longhi.

Un racconto di straordinaria quotidianità intessuto di interessi condivisi, alimentato dalle frequentazioni dei maggiori artisti e intellettuali del ‘900 italiano e da scoperte, emozioni, passioni. Protagonisti Roberto Longhi e Anna Banti e con loro un cenacolo di uomini e donne che raggiungevano lui perché accumunati dall’interesse per l’arte, e per quello verso la letteratura, lei. Fondendosi, amalgamandosi, catalizzando ulteriori livelli e motivi di attrazione anche per intellettuali al di fuori dei due ambiti.

Partendo ciascuno dal suo, lei e lui riuscirono nell’impresa di trasformare un secolo negletto alla storia dell’arte, com’era il Seicento, in un momento magico per creatività e intensità. Lei riscoprendo la vicenda di Artemisia, lui mettendo in scena Caravaggio.

Entrambi sapevano interloquire con i loro pari, ma avevano anche l’arte, e la volontà, di coinvolgere, interessare, appassionare i più giovani e il pubblico più ampio, ricorrendo anche a mezzi non consueti come il cinema. Tutto questo è raccontato, con rigore e con giusta leggerezza, in una mostra fortemente esperienziale, dove si possono ammirare capolavori come “Ragazzo morso da un ramarro” di Caravaggio, gli “Apostoli” di Jusepe de Ribera o l’emozionante sequenza di dieci Morandi intimi, creati dall’artista bolognese, regalati in occasioni diverse a Roberto Longhi e alla fortunata padrona di casa. La mostra, oltre a essi riunisce 40 dipinti, tra disegni e acquarelli, nuclei rilevanti di fotografie originali e di documenti d’archivio che testimoniano la frequentazione della coppia con Ungaretti, Bassani, Pratolini, Gadda, Pea, Bigongiari, Pasolini, tra i molti amici letterati e scrittori, o con de Pisis, Socrate, Guttuso, Mafai, oltre al già citato Morandi, tra i tanti artisti.

“Questa mostra – afferma Bernabò Bocca, Presidente di Fondazione CR Firenze – giunge a coronamento del pluriennale sostegno di Fondazione CR Firenze alle attività scientifiche e di ricerca della Fondazione Longhi. Sono numerose le borse di studio da noi sostenute e destinate a giovani studiosi di tutto il mondo e non meno rilevanti sono stati, negli anni, i contributi erogati a favore di interventi di conservazione e di restauro. Oggi, con questa esposizione, si intende ricordare la centralità che Roberto Longhi e Anna Banti hanno avuto nella prima metà del Novecento, contribuendo a fare di Firenze un polo attrattivo per eminenti personalità del mondo della cultura e dell’arte”.

“Questa è una mostra sorprendente – afferma Cristina Acidini, Presidente della Fondazione di Studi di Storia dell’Arte Roberto Longhi -. Ai visitatori di Villa Bardini vien presentata una coppia di personaggi eccezionali: Longhi e Banti, che dalle colline dell’Oltrarno hanno influenzato e in qualche misura diretto la vita artistica e culturale del Novecento italiano”.

Le sue dodici sezioni della mostra ripercorrono le fitte relazioni che la coppia ha avuto con importanti artisti e personaggi del Novecento. Una prima sezione introduce la coppia con dipinti e fotografie. La mostra prosegue con una sezione dedicata a Roberto Longhi il collezionista dove è esposta l’opera di Caravaggio e vari dipinti caravaggeschi. Ancora sezioni dedicate a Longhi e il Cinema, Longhi e la sua attività di docente. Altra sezione racconta Anna Banti come storica dell’arte, scrittrice e traduttrice, accompagnata da una selezione dei moltissimi disegni che lo stesso Roberto Longhi le ha dedicato e da una serie di fotografie che la ritraggono negli ambienti della villa Il Tasso. Un’altra è interamente dedicata al rapporto con Giorgio Morandi. Nati entrambi nel 1890, Morandi e Longhi avevano stretto amicizia a Bologna, dove l’uno ha passato buona parte della vita nella sua casa studio e l’altro insegnato dal 1934. Longhi riconobbe subito il talento di Morandi, definendolo “uno dei migliori pittori viventi d’Italia” durante il suo discorso inaugurale come professore di Storia dell’Arte all’Università di Bologna. Di questo sodalizio recano testimonianza i molti dipinti dell’artista tutt’ora conservati a villa Il Tasso. La mostra infine racconta dei rapporti tenuti dai Longhi durante i periodi estivi attraverso le opere d’arte che li hanno segnati, come ad esempio i dipinti di Carrà presenti nella collezione dedicati al mare o i ritratti di famiglia realizzati da Leonetta Cecchi Pieraccini. Il percorso prevede anche una Silent Room dove riposare gli occhi e la mente travolti dalle suggestioni e dagli stimoli offerti nelle 12 sale in cui si dipana il percorso espositivo.

“Caravaggio e il Novecento. Roberto Longhi, Anna Banti”, dal 27 marzo al 20 luglio, riaccende in queste antiche stanze colme di capolavori, la vita, l’energia, la fucina intellettuale di quando questo era uno dei luoghi imprescindibili per chi, vivendo senza paraocchi, creava l’originale grandezza del nostro Secolo Breve. La mostra “Caravaggio e il Novecento. Roberto Longhi, Anna Banti” è il frutto della collaborazione tra la Fondazione CR Firenze e la Fondazione Roberto Longhi. Le due istituzioni intendono così celebrare il ruolo centrale di Longhi e Banti nella cultura del Novecento e la fitta rete di rapporti tra le maggiori personalità della cultura italiana del Novecento.

L’esposizione, ospitata a Villa Bardini, offre una narrazione unica che unisce opere d’arte, documenti d’archivio e contributi multimediali, valorizzando il patrimonio della Fondazione Roberto Longhi.

Orari     Da martedì a domenica ore 10-19.30, lunedì chiuso

Biglietti    Intero 10 euro; Ridotto 5 euro per: Gruppi superiori a 10 persone, giovani UE dai 18 ai 24 anni, soci Touring Club Italiano, FAI, soci Unicoop, possessori del biglietto intero dei Giardini Boboli-Bardini. Gratuito per: Ragazzi fino a 17 anni, diversamente abili e loro accompagnatori, giornalisti, guide turistiche, possessori Firenze Card; classi scolastiche incluso due insegnanti con prenotazione al call center 055 2989816 di Firenze Musei.

UFFICIO STAMPA

FONDAZIONE CR FIRENZE   Federica Sanna   + 39 0555384501 + 39 3371158024

federica.sanna@fcrf.it

In collaborazione con   Studio ESSECI

Sergio Campagnolo rif. Roberta Barbaro   + 39 049 663499

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PROMOZIONE   CSC SIGMA      Susanna Holm  + 39 0552478436 + 39 3339133988

susannaholm@cscsigma.it

 

Il ruolo dell’intelligenza artificiale in cardiochirurgia:

Il ruolo dell’intelligenza artificiale in cardiochirurgia:

se ne parla con il cardiochirurgo Alfonso Agnino.

domenica 30 marzo 2025, ore 11:30 Green House della Versiliana

Marina di Pietrasanta (Lu) 27.03.25 _ Alfonso Agnino, responsabile della Cardiochirurgia Robotica di Humanitas Gavazzeni di Bergamo, sarà l’ospite dell’incontro organizzato da Pietrasanta Cult e promosso in collaborazione con la Fondazione Versiliana in programma domenica 30 marzo (ore 11.30), presso la Green House della Versiliana. L’intervista, moderata dal dottor Augusto Palermo, medico e fondatore di Pietrasanta Cult, affronterà una tematica di grande attualità, ovvero il ruolo dell’Intelligenza Artificiale in cardiochirurgia: verrà raccontata la lunga storia di cura e innovazione continuata con l’inizio del programma di Cardiochirurgia robotica diretto dal dottor Agnino.

Era infatti il 2019 quando Humanitas Gavazzeni divenne il primo centro italiano ad attivare un programma di cardiochirurgia robotica. In questi anni sono stati curati molti cuori per insufficienza mitralica dal “robot del cuore” guidato dal dottor Agnino e la sua équipe, con grandi vantaggi per il paziente dati dalla mininvasività robotica: riduzione del trauma, del dolore e rapido ritorno a una vita normale. Un traguardo raggiunto nonostante l’impegno mantenuto durante la pandemia di Covid-19, che ha duramente colpito il territorio bergamasco.

Un esempio di tecnologia avanzata, intelligenza artificiale e futuro tecnologico in medicina che si sta sempre più arricchendo degli strumenti della realtà aumentata e del “telementoring” che permettono il superamento dei confini spaziali e un’esperienza di medicina e formazione all’avanguardia.

Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

Programma su www.versilianafestival.it

 

Klimt, Vam Gogh, Frida Kahlo: i grandi artisti al Museo archeologico di Arcevia

Klimt, Vam Gogh, Frida Kahlo:
scopriamo i grandi artisti
al Museo archeologico di Arcevia

Fino al prossimo 10 aprile prosegue al Museo archeologico nazionale di Arcevia e alla Biblioteca comunale Angelo Rocca la manifestazione dal titolo Arte al centro: cinema, letture e laboratori per scoprire i grandi artisti.

I prossimi appuntamenti prevedono: domani 8 marzo, Festa della donna, sarà attivo il servizio di visita guidata del Museo Archeologico Nazionale di Arcevia in orario di apertura del museo (0re 8-13), è gradita la prenotazione e l’ingresso è a pagamento.

Quindi giovedì 13 marzo: lettura animata in Biblioteca e Piccoli passi al Museo “Klimt e il mosaico”, attività per famiglie; mercoledì 19 marzo: rassegna cinematografica arte e artisti, “Vincent Van Gogh”, con proiezione al museo; infine giovedì 27 marzo: lettura animata in Biblioteca e Piccoli passi al Museo Quadri d’argilla, attività per famiglie.

Nel mese di aprile previsti due appuntamenti: mercoledì 2 rassegna cinematografica arte e artisti “Frida Kahlo”, con proiezione al museo; giovedì 10: lettura animata in Biblioteca e Piccoli passi al Museo Storie a colori, attività per famiglie.

«Questa iniziativa sul mondo dell’arte e sulle tecniche artistiche, che propone proiezione di film, letture e laboratori per famiglie – spiega la direttrice del MAN di Arcevia, Claudia Casavecchia – vuole essere un modo nuovo per vivere il museo e la biblioteca, rendendo il centro culturale San Francesco un luogo di aggregazione per la comunità e un valore aggiunto per i visitatori che vogliono vivere esperienze diverse nel territorio arceviese».

Gli appuntamenti, se non diversamente specificato, prevedono il costo del biglietto del museo e iniziano alle 16.30. Ingresso al museo: intero 3 euro; ingresso annuale al museo 10 euro; ridotto (18-25 anni) 2 euro; gratuito fino a18 anni e secondo normativa vigente.

L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra il museo, afferente all’Istituto MiC Palazzo Ducale di Urbino – Direzione regionale Musei nazionali Marche e il Comune di Arcevia in collaborazione con l’associazione culturale Happennines.

 

Luciano Ricci, scatti d’autore nella RSA in cui è ospite

Luciano Ricci, il fotografo di fama internazionale
oggi espone gli scatti delle anziane nell’Rsa in cui è ospite

         Nella sua vita ha collaborato con Fellini, Monicelli; ha fotografato Warhol, Callas, Gassman, Muti
Nella mostra, che inaugura per la festa della donna, ritrae le anziane ospiti della struttura, La Mimosa di Campi Bisenzio

Ha collaborato con Federico Fellini, Mario Monicelli, Luca Ronconi, Ugo Gregoretti, Maurice Bejart. Ha fotografato personaggi come Henry Moore, Riccardo Muti, Andy Warhol, Maria Callas, Jehudy Menuhin, Orazio Costa, Eduardo De Filippo, Vittorio GassmanFranco Basaglia, allora giovane psichiatra determinato a chiudere i manicomi, gli affidò la documentazione fotografica di quei luoghi: con i suoi obiettivi sarà il primo a raccontare quella realtà. Ha esposto alla Biblioteca Nazionale di Parigi (1971), al Museo d’Arte Moderna di New York (1974), ad Arles (1978), alla casa della Cultura di Pechino (1984), alla Galleria d’Arte Contemporanea di Sidney (1984), nelle Gallerie d’Arte Moderna di Colonia, Francoforte e Amburgo (1992-’93).


Oggi Luciano Ricci, 95 anni, è ospite presso l’Rsa La Mimosa di Campi Bisenzio (gestita dal Consorzio Zenit) e, nonostante gli acciacchi, continua a fotografare. Per la festa della donna di sabato 8 marzo, saranno esposti nella residenza sanitaria assistita 20 scatti che ha fatto alle anziane ospiti della struttura e alle operatrici sociali. Armato della sua macchina fotografica, non ha smesso di coltivare la grande passione della sua vita e, seduto sopra la carrozzina, ha immortalato molto donne che vivono quotidianamente l’Rsa campigiana. Tante le signore onorate di posare per Luciano. Tra le caratteristiche di Luciano, il fatto che fotografa con una mano soltanto visto che ha perso due arti (una gamba e un braccio) quando aveva 14 anni a causa di una bomba a mano tedesca che aveva raccolto da terra e con cui stava inavvertitamente giocando.


“Dopo che si è ritirato dal contesto internazionale, Luciano ha sempre continuato a fare fotografia sperimentando nuovi generi e nuove correnti – ha detto la moglie, la poetessa Maria Grazia Carraroli – Adesso vive in Rsa date le sue condizioni di salute, mi dice sempre di sentirsi accolto, apprezza il clima caloroso e di rispetto nei suoi confronti. E poi può continuare ad usare la macchina fotografica, e questo per lui è molto importante”.

“L’esposizione di opere fotografiche in un ambiente come quello dell’Rsa può avere un forte impatto positivo sugli ospiti, contribuendo a stimolare la loro memoria, emozioni e creatività – ha detto Cecilia Cardoso, animatrice dell’Rsa La Mimosa – Inoltre, il fatto che un fotografo di fama internazionale decida di esporre il suo lavoro in una Rsa rappresenta un atto di inclusività e di riconoscimento del valore delle persone anziane, spesso percepite come emarginate o invisibili dalla società. L’arte ha il potere di abbattere le barriere e di stimolare un legame intergenerazionale, creando momenti di riflessione, bellezza e, in alcuni casi, anche di comunione tra il fotografo e gli ospiti”.

Ufficio stampa
PS Comunicazione
info@pscomunicazione.it

 

NEWS da BOLZANO :

NEWS da BOLZANO :


A Castel Mareccio i Calici dell’Alto Adige

Dal 27 al 30 marzo l’Azienda di Soggiorno e Turismo di Bolzano organizza a Castel Mareccio l’edizione numero 98 della Mostra Vini di Bolzano. Si celebra un’eccellenza territoriale che coinvolge le cantine più note ma anche i piccoli produttori che vantano importanti tradizioni famigliari.

Nell’ambito della rassegna, che rappresenta un viaggio nell’enologia altoatesina, saranno presentate circa 200 etichette di vini provenienti dai preziosi vigneti custoditi all’interno dei confini della città di Bolzano, dall’Oltradige, dalla Bassa Atesina, dalla Valle d’Isarco e d’Adige, da Merano e il Burgraviato.  La degustazione dei vini sarà accompagnata da pietanze preparate dai più illustri chef dell’Alto Adige, che concorreranno a rendere una visita a questo evento una vera esperienza multisensoriale.

Grazie alla ormai consolidata collaborazione con l’Accademia della cucina italiana, infatti, anche quest’anno sarà organizzata l’iniziativa “L’Oste al Castello”, giovedì sera lo chef che delizierà gli ospiti con un menù a tre portate sarà Günther Lobiser del Signaterhof, venerdì seguirà Anton Dalvai della Locanda Alpina Dorfner a Montagna (BZ), sabato sera sarà la volta di Luis Agostini del ristorante Condito anticipato, alle ore 18, dal Laboratorio del Gusto con l’enologo Otto Cologna e il re dei formaggi Hansi Baumgartner.

Domenica la manifestazione terminerà nel tardo pomeriggio con i Laboratori del Gusto di Christine Mayr, che abbinerà vini rosé e bollicine a sfiziosità dolci e salate.

A completare il programma della 98° edizione della Mostra dei Vini di Bolzano anche seminari, masterclass e visite guidate a tema.

Da aprile appuntamenti quotidiani alla scoperta del centro

 

Oltre a esaltare la varietà e la ricchezza dei suoi spazi verdi, la primavera a Bolzano regala tantissime opportunità per svelare le bellezze artistiche e architettoniche che la caratterizzano. Un ampio calendario fissa per ogni giorno della settimana un itinerario guidato alla scoperta della città, della sua storia e delle sue gustose specialità eno-gastronomiche.  Il lunedì è dedicato ai palazzi antichi e moderni del centro storico.

A seconda della disponibilità si potranno visitare la sala del Consiglio provinciale, il municipio, il Palazzo Mercantile con la sua magnifica sala e le sue cantine storiche, così come i raffinati palazzi Menz e Pock. Ogni primo martedì del mese l’abate del Monastero Benedettino di Muri-Gries apre le porte del convento e della due Chiese Parrocchiali di Gries, la chiesa barocca con i suoi magnifici affreschi di Martin Knoller e la vecchia parrocchiale in stile gotico con il prezioso crocifisso romanico in legno e il famoso altare di Michael Pacher (1471-1475). Tutti gli altri martedì e sabati alle ore 10.30, classica visita del centro storico con le sue antiche piazze e i famosi Portici per scoprire l’anima commerciale della città, la via dei Bottai, cantine medievali e la casa del torchio, ma anche i tesori d’arte delle chiese più significative del centro.

Tutti i mercoledì mattina il percorso guidato sarà arricchito dalla possibilità di visitare il Museo Archeologico dell’Alto Adige con il famoso “Ötzi”, l’uomo venuto dal ghiaccio. L’ingresso con l’accompagnamento della guida permette l’accesso senza fare la fila e, una volta entrati, si potrà esplorare il museo in autonomia. Il giovedì pomeriggio, il programma prevede la possibilità di scoprire la Bolzano sotterranea. Si visiteranno la cripta del Duomo, gli scavi archeologici nella scuola “Hannah Arendt”, le cantine storiche del Palazzo Mercantile e altri affascinanti sotterranei sotto i Portici. La visita si concluderà con un drink conviviale.

Lunedì: ore 10:30 da aprile a fine ottobre (eccetto il 21 aprile, il 2 e il 9 giugno che verrà effettuata la visita classica)

Palazzi antichi e moderni del centro storico

Punto d’incontro: Ufficio Informazioni piazza del Grano 11 – Lingua: italiano e tedesco

 

Le proposte per una visita culturale in primavera

L’offerta culturale di Bolzano negli ultimi anni si è notevolmente ampliata, iniziative e manifestazioni hanno registrato un crescendo in quantità e qualità. Da un lato i programmi delle stagioni teatrali, dell’orchestra Haydn e altre manifestazioni e festival musicali e di danza, dall’altro le numerose mostre ed esposizioni dei vari musei e collezioni pubblici e privati, che oltre all’arte trattano temi storici, sociali e scientifici.

Nel panorama museale della città, oltre al Museo Archeologico dell’Alto Adige, celebre per ospitare “Ötzi”, troviamo il Museion, il Museo d’arte moderna con il susseguirsi di importanti esposizioni di artisti internazionali, il Museo Mercantile nell’edificio settecentesco sede dell’antico Magistrato Mercantile istituito dall’Arciduchessa Claudia de’ Medici nel 1635, e il percorso espositivo BZ ’18-’45 nei sotterranei del Monumento alla Vittoria nella piazza omonima, che indaga le vicende storiche della città tra il fascismo e il nazismo.

Ad arricchire la proposta culturale ci sono ancora il Museo della Scuola in via Rencio, che propone un focus sulla storia della scuola in relazione a quella dei tre gruppi linguistici del territorio, il Ciné Museum via Johan Kravogl, che espone tecnologia cinematografica e televisiva e molte altre testimonianze della storia del cinema nella regione e la Fondazione Antonio Dalle Nogare, che fino al 3 maggio propone la mostra Emilio Prini Typewriter Drawings. 

Pasqua in città: le tradizioni famigliari e del territorio

Bolzano a Pasqua mostra la sua veste migliore, un tripudio di fiori e colori rallegrano ogni angolo del centro e area verde della città, dai parchi come quello dei Cappuccini, Petrarca, Ducale o delle Semirurali solo per citare in più estesi, alle passeggiate del lungo Talvera, del Guncina o di Sant’Osvaldo, è tutto uno sbocciare di variopinte fioriture.

I colori pastello macchiano il verde brillante dei prati e delle pendici dei monti che circondano la città, mentre nelle case si perpetuano le usanze pasquali del territorio come addobbare il così detto Osterbaum, l’albero di Pasqua preparato con rami di cespugli in fiore al quale vengono appese uova colorate, mentre piante e gerani iniziano a fare bella mostra su balconi e terrazze. Oltre all’aspetto della città che torna a vivere i suoi bei spazi verdi e dove si indugia seduti ai tavolini esterni dei locali per godere del primo caldo sole primaverile, nelle famiglie rallegrate dalla presenza dei bambini, ci sono alcune usanze tramandate di generazione in generazione.

La Domenica delle Palme, ad esempio, in molte case ancora oggi l’ultimo ad alzarsi al mattino viene soprannominato “Palmesel” ossia l’asino della giornata, mentre in quella di Pasqua i bambini hanno un compito piacevole al quale non si sottraggono: cercare le uova di cioccolato nascoste dal coniglietto durante la notte. Per i più fortunati che vivono in una casa con giardino la ricerca sarà più complicata, le uova o un piccolo cestino con anche qualche altro dolcetto o gioco sarà nascosto tra i cespugli.

Ma questi non sono gli unici doni ad attendere i più piccoli, è infatti usanza piuttosto diffusa che le madrine e i padrini di Battesimo e Cresima, regalino una focaccia dolce a forma di coniglio ai maschietti e a forma di gallina alle femminucce.

Ci sono alcune tradizioni però che mettono d’accordo adulti e bambini, come dipingere le uova sode e deporle in un bel cesto decorato preparato per il rito della sfida a colpi di uova sode appunto: l’Eierpecken o Eierguffen! 

Le regole del gioco impongono a due contendenti di picchiettare le uova una contro l’altra e cercare di rompere il guscio dell’uovo dell’avversario, prima le due punte e poi le parti più rotonde. Il vincitore sarà colui o colei che riuscirà a mantenere il suo uovo intatto facendo bottino di quelli degli avversari.

TACTUM A MONTEVARCHI

TACTUM – Performance e Laboratorio tattile con i

danzatori Agnese Lanza e Giuseppe Comuniello

 Cassero per la scultura italiana dell’Ottocento e del Novecento

Museo Civico di Montevarchi  –  15 marzo 2025  ore 16.00 e ore 17.30

  Nell’ambito del progetto “Vorreiandarealmuseo”, un ampio programma di visite e iniziative dedicate ai pubblici con esigenze specifiche e disabilità, in corso da ottobre al Cassero per la Scultura di Montevarchisabato 15 marzo 2025 si terrà Tactum, un evento pensato per un pubblico di persone vedenti e non vedenti, composto da una parte performativa ed una laboratoriale. L’incontro, che verrà replicato due volte nel pomeriggio, alle ore 16.00 e 17.30, avrà luogo nello Statuario del Museo, in via Trieste 1, a Montevarchi (AR).

Tactum è un progetto che intende creare un ponte tra l’arte visiva e l’esperienza tattile, consentendo al pubblico di esplorare le opere d’arte attraverso il senso del tatto.

La prima parte dell’evento è dedicata ad una performance di danza svolta dai ballerini e curatori Agnese Lanza, danzatrice vedente, e Giuseppe Comuniello, danzatore non vedente.

Il loro lavoro comincia esplorando una delle opere del museo attraverso il tatto, scandagliandone le forme, tracciandone le linee, abbracciandone le curve. I corpi dei due ballerini si lasciano trasportare dai contorni di ciò che toccano, diventando un’estensione della scultura stessa. 

Segue poi un duetto tra i due artisti, basato sulla memoria tattile: ripercorrendo il ricordo della gestualità e delle forme che hanno percepito attraverso le mani, questi movimenti vengono ripetuti nell’aria, per poi confluire nel corpo dell’altro.

Il contatto che si instaura tra i due nasce dall’incontro con ciò che è stato precedentemente toccato, plasmato e trasformato dal movimento, restituendo così agli spettatori presenti una visione intima e sensoriale dell’opera.

Dopo la performance, è previsto un laboratorio tattile rivolto a tutti i partecipanti, vedenti e non vedenti. Si comincia analizzando la superficie e la sensibilità della mano in tutti i suoi punti, invitando i presenti ad utilizzarla come se fosse un pennello e ad indagare le potenzialità della sua articolazione, riflettendo sulle diverse percezioni che questa nuova modalità di fruizione può far emergere.

Si passa infine al contatto diretto con le opere presenti nel museo, (precedentemente selezionate in collaborazione con i mediatori museali), per vivere in prima persona l’incipit della performance svoltasi precedentemente, che inizia toccando la scultura e lasciando che il corpo ascolti e risponda.

 

Tactum non è un progetto legato ad un’opera d’arte specifica, ma propone una serie di incontri da svolgersi in diversi musei e gallerie interessati a migliorare l’accessibilità e i percorsi tattili per persone non vedenti o ipovedenti, con l’obiettivo di creare un ponte tra arte visiva ed esperienza tattile, e di sensibilizzare il pubblico riguardo alla possibilità di esperire l’arte al di là della vista.

Nato nel 2018 dall’incontro creativo tra due ballerini, il progetto Tactum ha già raggiunto importanti traguardi, debuttando alla Galleria degli Uffizi di Firenze, dove ha avuto luogo la prima performance con la statua dell’Arianna Addormentata di Michelangelo, in occasione della Giornata Mondiale della Disabilità. Successivamente, è stato ospitato in numerosi musei, tra cui il Museo di Geologia e Paleontologia di Firenze, il Museo Civico Archeologico Isidoro Falchi di Vetulonia e il Museo Il Cassero per la Scultura di Montevarchi. Nel 2023, il progetto è stato presentato al MUSE di Trento, in occasione della Giornata Mondiale della Disabilità. Tactum ha anche ricevuto una particolare attenzione a livello nazionale e internazionale, ottenendo il sostegno dell’Associazione Fika Contemporanea Danza, che gestisce gli aspetti amministrativi e organizzativi del progetto.

Gli artisti

Agnese Lanza è una danzatrice contemporanea diplomatasi presso il Trinity Laban Conservatoire (UK), con una fitta carriera internazionale alle spalle.

Dal 2017 lavora come assistente artistica di Virgilio Sieni per i progetti dell’Accademia sull’Arte del Gesto, come danzatrice a progetto per Company Blu e come insegnante di danza per bambini e adulti in diversi contesti, portando avanti nel frattempo anche la sua ricerca coreografica.

Giuseppe Comuniello inizia a danzare dopo aver perso la vista. Nel 2009 incontra Virgilio Sieni, con il quale prende parte a diversi progetti. Nello stesso periodo, inizia il suo percorso di formazione e la sua ricerca personale per trasmettere la danza ai non vedenti. Al momento porta avanti una sua ricerca sullo spazio performativo che lo porta a condurre diversi laboratori, tra Italia e Svizzera.

Agnese e Giuseppe si incontrano nel 2018, attraverso un progetto di Virgilio Sieni. Sviluppano insieme “Vietato Toccare”, presentato alla Galleria degli Uffizi e selezionato da quest’ultima per la giornata della disabilità. Al momento il progetto ha l’obiettivo di portare avanti la ricerca sulla tattilità per vedenti e non vedenti e di continuare a proporla in più realtà museali.

Per partecipare all’evento è consigliata la prenotazione, chiamando il numero 055 91082724 o scrivendo a info@ilcasseroperlascultura.it

Informazioni

Il Cassero per la scultura italiana dell’Ottocento e del Novecento, Montevarchi

Tel. 055 9108274 – e.mail info@ilcasseroperlascultura.it | sito www.ilcasseroperlascultura.it

Ufficio Stampa  Davis & Co.

Caterina Briganti | Lea Codognato – Tel. 055 2347273 | Cell. 340 9193358

e.mail info@davisandco.it | sito www.davisandco.it