TRACEY EMIN – SEX AND SOLITUDE

PALAZZO STROZZI PRESENTA TRACEY EMIN. SEX AND SOLITUDE

(Firenze, Palazzo Strozzi, 16 marzo – 20 luglio 2025)

La più grande mostra mai realizzata in Italia dedicata a Tracey Emin
 opere storiche, recenti e nuove produzioni conducono in un intenso viaggio tra passione, vulnerabilità ed esplorazione di sé

Dal 16 marzo al 20 luglio 2025 Palazzo Strozzi presenta Tracey Emin. Sex and Solitude, la più grande mostra mai realizzata in Italia dedicata a una delle artiste britanniche più famose e influenti del panorama contemporaneo.

Curata da Arturo Galansino, Direttore Generale della Fondazione Palazzo Strozzi, l’esposizione indaga la poliedrica attività di Emin che spazia tra pittura, disegno, video, fotografia e scultura, sperimentando tecniche e materiali come il ricamo, il bronzo e il neon. Il titolo fa riferimento a due parole chiave, sesso e solitudine, che permeano le oltre 60 opere di un percorso che attraversa diversi momenti della carriera di Tracey Emin, dagli anni Novanta a oggi, in un intenso viaggio sui temi del corpo e del desiderio, dell’amore e del sacrificio. Molte delle opere sono presentate in Italia per la prima volta, assieme a nuove produzioni, in diversi media, realizzate in occasione dell’esposizione.

Celebre per un approccio diretto e crudo nella sua arte, Tracey Emin dà vita a opere in cui momenti intimi e privati si trasformano in metafore esistenziali che riflettono sulla sessualità o la malattia, sulla solitudine o l’amore. Attraverso una ricerca onesta e fortemente autobiografica, Emin traduce esperienze personali in opere intense e potenti, in cui il linguaggio diretto ed esplicito delle sue celebri frasi al neon si unisce alla forte materialità dei suoi dipinti e delle sue sculture.

Molte delle opere della mostra sono presentate in Italia per la prima volta, come la monumentale scultura in bronzo I Followed You To The End (Ti ho seguito fino alla fine, 2024), esposta in dialogo con lo spazio rinascimentale del cortile di Palazzo Strozzi, o la storica installazione Exorcism of the last painting I ever made (Esorcismo dell’ultimo dipinto che abbia mai fatto, 1996), ricostruita in una delle sale del Piano Nobile. Parte fondamentale del percorso sono anche nuove produzioni, in diversi media, realizzate in occasione della mostra.

In mostra, dipinti come It – didnt stop – I didnt stop (Non si è fermato – Non mi sono fermata, 2019) o There was blood (C’era sangue, 2022) incarnano tali forze espressive, in cui figurazione e astrazione si fondono sulla tela attraverso intensi gesti pittorici e cromie audaci che delineano frammenti di corpi e immagini di forte carica sessuale. Sculture come All I want is you (Tutto quello che voglio sei tu, 2016), invece, traducono l’energia emotiva in volumi tridimensionali, dando forma alla vulnerabilità e alla forza del corpo umano attraverso una marcata materialità e posture dinamiche che comunicano profonda intimità e introspezione. Anche le opere testuali di Emin agiscono in modo simile, utilizzando un linguaggio diretto ed esplicito per coinvolgere visceralmente il pubblico, e una gestualità totalmente personale basata sulla traduzione visuale della propria scrittura a mano, come nell’installazione al neon Those who Suffer LOVE (Chi soffre AMA, 2009) oppure in ricami o coperte decorate con applicazioni quale I do not expect (Non mi aspetto, 2002).

Tracey Emin. Sex and Solitude è promossa e organizzata dalla Fondazione Palazzo Strozzi. Sostenitori pubblici: Comune di Firenze, Regione Toscana, Città Metropolitana di Firenze, Camera di Commercio di Firenze. Sostenitori privati: Fondazione CR Firenze, Intesa Sanpaolo, Fondazione Hillary Merkus Recordati, Comitato dei Partner di Palazzo Strozzi.

Main Sponsor: Gucci.

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BIOgrafia

Tracey Emin

è nata nel 1963 a Croydon, Londra, ed è cresciuta nella città costiera di Margate. Nell’arco della sua carriera ha sviluppato una pratica artistica che spazia tra disegno, pittura, arazzi, ricami, film, sculture in bronzo e installazioni al neon. L’artista trae ispirazione dalla propria vita, facendo riferimento a esperienze profondamente intime: dalla sua storia sessuale agli abusi subiti, dall’aborto alle relazioni affettive, fino, più recentemente, al cancro e alle sfide legate alla sua salute.

Nel 1999 ha attirato enorme attenzione mediatica quando è stata candidata al Turner Prize e ha esposto My Bed alla Tate Gallery di Londra. L’opera, realizzata l’anno precedente durante un periodo di forte instabilità emotiva, mostra il letto sfatto dell’artista circondato da oggetti personali e altri resti, come preservativi, biancheria macchiata di sangue, bottiglie di alcol vuote e mozziconi di sigaretta.

Da quel momento la carriera di Emin ha conosciuto una crescita costante: nel 2007 ha rappresentato il Regno Unito alla 52. Biennale di Venezia e nel 2011 è stata nominata Professore di Disegno presso la Royal Academy, diventando una delle due prime donne a ricoprire questo ruolo nella storia dell’istituzione.

Oggi Emin è ampiamente riconosciuta a livello istituzionale. Recentemente ha inaugurato a Margate i Tracey Karima Emin (TKE) Studios, uno spazio professionale per artisti interamente da lei sovvenzionato, che include anche la Tracey Emin Artist Residency (TEAR), una residenza artistica gratuita in studio.

Nel 2024 è stata insignita del titolo di “Dame” nell’ambito dei premi conferiti in occasione del compleanno del re, come riconoscimento del suo contributo all’arte.

L’AFFARE VIVALDI, a Lucca

L’AFFARE VIVALDI

concerto-reading di  e con FEDERICO MARIA SARDELLI

Venerdì 21 marzoore 21.00 – Chiesa di San Francesco, Lucca

Voce narrante Federico Maria Sardelli
da  L’Affare Vivaldi di Federico Maria Sardelli (ed. Sellerio)

Drammaturgia: Federico Maria Sardelli
Musiche: Antonio Vivaldi
Ensemble: Modo Antiquo

biglietti disponibili dalle 12.00 di martedì 18 marzo (ingresso gratuito, prenotazione su www.fondazionecarilucca.it)

Il fascino eterno di Antonio Vivaldi incontra la narrazione appassionata di Federico Maria Sardelli in un evento unico, “L’Affare Vivaldi”, un concerto-reading, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, in collaborazione con Animando, che si terrà venerdì 21 marzoalle 21.00, nella Chiesa di San Francesco a Lucca.

Lo spettacolo, che fonde musica e narrazione, prende vita grazie all’interpretazione del testo di Sardelli, edito da Sellerio e vincitore del Premio Comisso 2015 per la narrativa, e al coinvolgente accompagnamento musicale dell’Ensemble Modo Antiquo.

Ingresso gratuito, previa prenotazione su www.fondazionecarilucca.it. Biglietti disponibili dalle 12.00 di martedì 18 marzo.

L’opera di Vivaldi, uno dei compositori più celebri e misteriosi del Barocco, che ha conquistato il pubblico grazie alle sue “Quattro stagioni”, cela un patrimonio musicale molto più vasto e affascinante, che per secoli è rimasto sepolto nell’oblio. Il racconto di Federico Maria Sardelli ricostruisce la storia di questo grande enigma culturale. Il “Prete rosso”, passato di moda dopo una vita di successi, morì in miseria, indebitato fino al collo. I manoscritti con la sua musica inedita, raccolta in centinaia di partiture autografe, passarono di mano in mano fra bibliofili e lasciti ereditari, scomparendo per quasi due secoli. Sardelli, in un viaggio appassionante e divertente, ci porta a rivivere le peripezie che hanno condotto al ritrovamento dei manoscritti e la battaglia per restituirli al pubblico, nonostante l’indifferenza dello Stato italiano e le traversie politiche e culturali del Novecento.

Il programma musicale del concerto-reading presenta alcune tra le opere più straordinarie di Vivaldi, tra cui il Concerto in Re minore per violino, archi e basso continuo, RV 813, la Sonata in Sol maggiore per violino, violoncello e basso continuo, RV 820, e il celebre Concerto in Fa maggiore per flauto, archi e basso continuo, op. X, n. 5, tra gli altri. L’Ensemble Modo Antiquo, fondato da Sardelli nel 1984, eseguirà queste composizioni con il consueto virtuosismo e la profondità interpretativa che li ha resi protagonisti della rinascita dell’opera vivaldiana. Il gruppo è apprezzato a livello internazionale per la sua attenzione alle prassi esecutive storiche e per il suo approccio distintivo alla musica barocca italiana, con un focus particolare su Vivaldi.

Il concerto-reading è un’opportunità unica per approfondire la storia del compositore e violinista italiano, attraverso un mix di narrazione e musica, che riesce a catturare l’immaginazione del pubblico e a farlo entrare nel cuore del Barocco. Con il suo tono coinvolgente e la sua ricca varietà musicale, lo spettacolo è destinato a conquistare tanto gli appassionati di musica classica quanto chi vi si avvicina per la prima volta.

Federico Maria Sardelli. Direttore d’orchestra, compositore, flautista, musicologo, pittore, incisore ed autore letterario, è uno dei massimi esperti di Vivaldi e un autore dal tratto satirico. È direttore principale dell’Accademia Barocca di S. Cecilia, ospite regolare del Maggio Musicale Fiorentino, del Teatro La Fenice, della Moscow State Chamber Orchestra, e molte altre istituzioni. Ha inciso più di quaranta CD per Naïve, Deutsche Grammophon, Sony, Glossa, Dynamic, Brilliant. Due volte nominée ai Grammy Awards (1997, 2000). Ha inciso le prime rappresentazioni mondiali di numerose opere vivaldiane inedite. È membro dell’Istituto Vivaldi della Fondazione G. Cini di Venezia e responsabile del catalogo vivaldiano (RV). Numerosissime le sue pubblicazioni musicali e musicologiche per Bärenreiter, Ricordi, SPES, Fondazione G. Cini. FMS è anche compositore, autore di centinaia di composizioni che vengono regolarmente eseguite e incise in cd.

Per i suoi meriti artistici e culturali il governo della Regione Toscana l’ha insignito della più sua alta onorificenza, il Gonfalone d’Argento.

Ensemble Modo Antiquo. Fondata da Federico Maria Sardelli nel 1984, l’Orchestra Barocca Modo Antiquo unisce musicisti dotati di grandi capacità, gusto per il virtuosismo strumentale e profonda conoscenza dei linguaggi e delle prassi esecutive storiche. Si è affermata come una delle orchestre più dinamiche e dotate. Sotto la bacchetta di Federico Maria Sardelli è regolarmente invitata nei maggiori festival e nelle più illustri sale da concerto. La discografia di Modo Antiquo conta più di quaranta titoli, fra cui si trovano molte prime registrazioni mondiali, come l’integrale delle Cantate e dei concerti per traversiere di Vivaldi, la ricostruzione dei Concerti Grossi di Corelli con strumenti a fiato aggiuntivi, i Concerti di Parigi di Vivaldi, e molti altri titoli. È l’unico gruppo barocco che ha ricevuto ben due nomination ai Grammy Awards: la prima per il disco Vivaldi, Concerti per molti istromenti, votato quale uno dei migliori CD del mondo nel 1997; la seconda nel 2000 per i Concerti Grossi Op. VI di Corelli. Modo Antiquo è protagonista della rinascita dell’opera vivaldiana dei nostri tempi: sue sono le prime registrazioni e rappresentazioni delle opere Arsilda Regina di Ponto, Tito Manlio, Orlando Furioso Atenaide, Orlando Furioso 1714. Nel 2005 ha eseguito al De Doelen Concertgebouw di Rotterdam la prima mondiale di Motezuma, riscoperto dopo 270 anni, nel 2012 ha eseguito quella del nuovo Orlando vivaldiano, inciso per Naïve. Recentissimamente è apparsa presso Glossa la prima incisione mondiale dei «Lost Concertos for Anna Maria» in cui rivivono, grazie ad una esclusiva ricostruzione, sei spettacolari concerti che Vivaldi dedicò alla sua allieva prediletta.

 

Informazioni

www.fondazionecarilucca.it

Comunicazione e Relazioni esterne Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca

Andrea Salani Tel. + 39 0583 472661

e.mail  comunicazione@fondazionecarilucca.it | www.fondazionecarilucca.it

 

Ufficio stampa eventi FCRL

Davis & Co. | Lea Codognato e Caterina Briganti

Tel. + 39 055 2347273
 | e.mail: info@davisandco.it | www.davisandco.it

 

 

Il Gruppo FINI alla Mezza Maratona d’Italia

Il Gruppo Fini ai nastri di partenza con due maratone, una podistica e una al risparmio:

 Gruppo Fini parteciperà come sponsor ufficiale alla prima edizione della Mezza Maratona d’Italia il 30 marzo 2025, confermando il suo impegno a sostenere le iniziative locali e celebrare la tradizione sportiva di Modena e Maranello. L’evento, che include gare su diverse distanze (21,0975 km, 10 km, 5 km), avrà un percorso che unisce simbolicamente il mondo delle corse automobilistiche e quello podistico, con partenza dal Museo Ferrari di Maranello e arrivo in Piazza Roma a Modena. L’obiettivo è valorizzare il territorio e creare una festa inclusiva per atleti, famiglie e appassionati di sport. Gruppo Fini condivide i valori di sostenibilità, benessere e spirito di squadra dell’evento, promuovendo uno stile di vita attivo e salutare. La partecipazione rafforza il legame con la comunità locale e la storicità del brand, legato alla città di Modena, dove l’azienda è nata nel 1912.

Dal 31 marzo al 29 giugno 2025 Le Conserve della Nonna lancia un concorso dedicato ai consumatori. Ogni settimana, sarà possibile vincere un buono spesa da 100€ acquistando due prodotti del brand e caricando lo scontrino sulla pagina web dedicata. Cinque fortunati vincitori si aggiudicheranno un corso annuale di cucina su Club Academy, la più grande scuola di cucina e pasticceria online in Italia, con corsi tenuti da chef stellati. Nei weekend, alcune sedi selezionate di ipermercati ospiteranno isole promozionali con degustazioni e assaggi.

 

HOT ONES –   ITALIA – con Rose Villain

  HOT ONES –   ITALIA

Il 21 marzo in esclusiva su RaiPlay il nuovo episodio dello show con domande in “salsa piccante”  Condotto da Alessandro Cattelan

Ospite della prossima puntata :    Rose Villain

“Cantare con i Coldplay davanti a centomila persone mi faceva sentire al posto giusto. Sono pronta per gli Stadi!”

Cantautrice e rapper, una delle artiste più internazionali del panorama italiano, Rose Villain è l’ospite della prossima puntata di “Hot Ones”, il programma condotto da Alessandro Cattelan, in esclusiva su RaiPlay da venerdì 21 marzo.

In ogni puntata, Cattelan e i suoi ospiti mangiano alette di pollo condite con salse progressivamente sempre più “hot” che aiutano ad abbattere ogni ritrosia e diffidenza, con reazioni spesso divertenti e sempre imprevedibili.

 Rose Villain si racconta davanti ad alette in versione vegana: «Sono stata vegetariana per un po’ di anni poi, piano piano, dopo essermi informata sullo sfruttamento animale e sulle incidenze delle malattie ho notato che l’alimentazione vegana mi faceva stare bene fisicamente, stavo meglio mangiando vegano piuttosto che vegetariano. Così dopo aver letto un po’ di libri ho provato, anche se ogni tanto sgarro soprattutto quando sono in tour nei paesini in giro per l’Italia. In America è certamente più facile: New York è una delle città più vegan friendly del mondo insieme a Los Angeles. Qualsiasi cosa tu voglia, trovi l’esatta versione vegana!»

 Sull’esperienza americana dice: «Ho vissuto tanti anni a New York ma è a Los Angeles, dove ho studiato musica, che ho formato una band che si chiama “The villains- I cattivoni”. Eravamo quattro sfigati e ci serviva un nome per tirarci un po’ su. Facevamo pezzi rock, punk… In America ho studiato al conservatorio di musica moderna. E quando mi sono trasferita a New York ho fatto musical e teatro e mi sono perdutamente innamorata di questa città dove ho iniziato a scrivere canzoni. E lì che ho incontrato il mio producer, milanese anche lui, che voleva fare un’esperienza all’estero. All’inizio abbiamo lavorato insieme poi ci siamo sposati! Tutto ha preso forma lì finché non mi sono trovata più bene con la mia etichetta: si aspettavano che facessi altra musica, un po’ troppo allegrotta. In quel periodo ero darkissima e me ne sono andata».

 A proposito di Sanremo e delle tensioni provate sul palco rivela: «Io ho partecipato due volte. Dalla prima ho imparato a vivermela più tranquillamente manifestando serenità tutti i giorni; questo perché la prima volta era andata emotivamente malissimo. Per la seconda volta mi sono imposta di non leggere nulla e così ho fatto. Comunque tornando a casa a Milano, per entrambe le volte di notte continuavo a sognare interviste, domande, telecamere».

 E sul successo arrivato da adulta confessa: «Sono molto felice di questo! Le canzoni che scrivevo da giovane non mi piacevano. Conservo tutto in una chiavetta e la primissima – “Wild child”- ce l’ho tatuata. Il successo è arrivato a quasi trenta anni, ho una maggiore consapevolezza artistica e so cosa voglio. A vent’anni non sarei mai riuscita a gestire il successo e la popolarità». Popolarità che l’ha portata ad aprire concerti dei Coldplay«Quattro concerti allo stadio Olimpico di Roma! A venti anni sarei stata entusiasta ma probabilmente il carico di adrenalina mi avrebbe fatto sbagliare perché avrei fatto troppo. Crescendo ho imparato: non ho ansie sul palco, solo adrenalina!… Quando ho cantato con i Coldplay davanti a centomila persone, mi sono sentita al posto giusto e ho capito che potevo fare gli Stadi e che un giorno li farò. Dopo mezz’ora di concerto con loro non volevo più scendere dal palco».

 Sui momenti più felici della sua carriera risponde: «Aprire i concerti per i Coldplay è stato senz’altro un momento felice ma la gioia più grande è arrivata quando ho aperto il mio primo concerto con gente che aveva pagato il biglietto e cantava ogni parola delle mie canzoni, anche quelle che quasi non ricordavo più». E sui suoi tre album aggiunge: «Sono tutti diversi, difficile dire quale sia il più bello dei miei dischi. “Gotham” ricorda un momento frustrante: ero nostalgica, triste, malinconica. Poi sono fiorita con il contatto con il pubblico e “Sakura” ricorda la fioritura dei ciliegi in Giappone. “Vega” invece, album bello bello, è la storia delle stelle… Dalle ombre ai fiori arriviamo al firmamento anche se io non ho la pretesa di essere una stella del firmamento, mi considero piuttosto un astronauta tra le stelle».

 Su come scrive le sue canzoni Rose Villain rivela: «Scrivo quando capita, anche se ultimamente preferisco il giorno alla sera. Però devo stare sdraiata! Tendenzialmente sono con Andy (Andrea Ferrara, in arte Sixpm) che produce. Faccio una melodia e registro solo la parte melodica. Poi ne registro altre trenta, ma sul disco c’è sempre la prima. Poi mi sdraio e scrivo il testo».

 Confida di divertirsi molto con “Nuova Scena”: «Io non premio la barra perfetta o la tecnica. A me piace vedere le ambizioni, perché la passione batte sempre il talento. Quando vedo qualcuno che farebbe qualsiasi cosa tra cui mettersi a studiare di notte per fare meglio degli altri e fare qualcosa di nuovo, io voto per l’originalità, per la fotta. Fabri (Fibra) ci tiene tanto alla scrittura, alla metrica, alla parte meramente tecnica del rap. Mentre Geolier apprezza l’autenticità, la credibilità, perché lui ha vissuto tutte le cose che racconta».  E di non andare spesso al cinema: «Tarantino, Picher, Nolan, Lynch sono i miei preferiti. Di Nolan odio “Tenet”. “Inception” è un capolavoro ma “Interstellar” è il mio film preferito. Però non mi fa impazzire andare al cinema. Io ho un problema con le persone, soffro di misofonia e se la gente fa dei rumori io impazzisco. Mi piace da morire andare al cinema da sola».

 Infine l’amore con Andrea Ferrara: «Ci siamo incontrati a New York e mi ha chiesto di sposarlo sulle montagne russe, su quella più alta di tutte, a 200 metri dal vuoto».

 A “Hot Ones”, come nella versione statunitense del programma che è stato un grande successo ed è giunto alla sua venticinquesima edizione, i protagonisti dello show – personaggi del cinema, della Tv, dello sport, della musica e dei social media – vengono intervistati dal conduttore davanti a un piatto di alette di pollo (con un’alternativa vegetariana/vegana) condite con salse progressivamente più piccanti.

“Hot Ones” è una produzione Palomar, a Mediawan Company, in collaborazione con Rai Contenuti Digitali e Transmediali, condotto da Alessandro Cattelan

L’AFFARE VIVALDI – concerto-reading

L’AFFARE VIVALDI

concerto-reading

di e con  FEDERICO MARIA SARDELLI

Venerdì 21 marzo, ore 21.00       Chiesa di San Francesco, Lucca

Voce narrante Federico Maria Sardelli
da  L’Affare Vivaldi di Federico Maria Sardelli (ed. Sellerio)

Drammaturgia: Federico Maria Sardelli
Musiche: Antonio Vivaldi
Ensemble: Modo Antiquo

biglietti disponibili dalle 12.00 di martedì 18 marzo

 ingresso gratuito, prenotazione su www.fondazionecarilucca.it

Il fascino eterno di Antonio Vivaldi incontra la narrazione appassionata di Federico Maria Sardelli in un evento unico, “L’Affare Vivaldi”, un concerto-reading, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, in collaborazione con Animando, che si terrà venerdì 21 marzo, alle 21.00, nella Chiesa di San Francesco a Lucca.

Lo spettacolo, che fonde musica e narrazione, prende vita grazie all’interpretazione del testo di Sardelli, edito da Sellerio e vincitore del Premio Comisso 2015 per la narrativa, e al coinvolgente accompagnamento musicale dell’Ensemble Modo Antiquo.

Ingresso gratuito, previa prenotazione su www.fondazionecarilucca.it. Biglietti disponibili dalle 12.00 di martedì 18 marzo.

L’opera di Vivaldi, uno dei compositori più celebri e misteriosi del Barocco, che ha conquistato il pubblico grazie alle sue “Quattro stagioni”, cela un patrimonio musicale molto più vasto e affascinante, che per secoli è rimasto sepolto nell’oblio. Il racconto di Federico Maria Sardelli ricostruisce la storia di questo grande enigma culturale. Il “Prete rosso”, passato di moda dopo una vita di successi, morì in miseria, indebitato fino al collo. I manoscritti con la sua musica inedita, raccolta in centinaia di partiture autografe, passarono di mano in mano fra bibliofili e lasciti ereditari, scomparendo per quasi due secoli. Sardelli, in un viaggio appassionante e divertente, ci porta a rivivere le peripezie che hanno condotto al ritrovamento dei manoscritti e la battaglia per restituirli al pubblico, nonostante l’indifferenza dello Stato italiano e le traversie politiche e culturali del Novecento.

Il programma musicale del concerto-reading presenta alcune tra le opere più straordinarie di Vivaldi, tra cui il Concerto in Re minore per violino, archi e basso continuo, RV 813, la Sonata in Sol maggiore per violino, violoncello e basso continuo, RV 820, e il celebre Concerto in Fa maggiore per flauto, archi e basso continuo, op. X, n. 5, tra gli altri. L’Ensemble Modo Antiquo, fondato da Sardelli nel 1984, eseguirà queste composizioni con il consueto virtuosismo e la profondità interpretativa che li ha resi protagonisti della rinascita dell’opera vivaldiana. Il gruppo è apprezzato a livello internazionale per la sua attenzione alle prassi esecutive storiche e per il suo approccio distintivo alla musica barocca italiana, con un focus particolare su Vivaldi.

Il concerto-reading è un’opportunità unica per approfondire la storia del compositore e violinista italiano, attraverso un mix di narrazione e musica, che riesce a catturare l’immaginazione del pubblico e a farlo entrare nel cuore del Barocco. Con il suo tono coinvolgente e la sua ricca varietà musicale, lo spettacolo è destinato a conquistare tanto gli appassionati di musica classica quanto chi vi si avvicina per la prima volta.

Federico Maria Sardelli. Direttore d’orchestra, compositore, flautista, musicologo, pittore, incisore ed autore letterario, è uno dei massimi esperti di Vivaldi e un autore dal tratto satirico. È direttore principale dell’Accademia Barocca di S. Cecilia, ospite regolare del Maggio Musicale Fiorentino, del Teatro La Fenice, della Moscow State Chamber Orchestra, e molte altre istituzioni. Ha inciso più di quaranta CD per Naïve, Deutsche Grammophon, Sony, Glossa, Dynamic, Brilliant. Due volte nominée ai Grammy Awards (1997, 2000). Ha inciso le prime rappresentazioni mondiali di numerose opere vivaldiane inedite. È membro dell’Istituto Vivaldi della Fondazione G. Cini di Venezia e responsabile del catalogo vivaldiano (RV). Numerosissime le sue pubblicazioni musicali e musicologiche per Bärenreiter, Ricordi, SPES, Fondazione G. Cini. FMS è anche compositore, autore di centinaia di composizioni che vengono regolarmente eseguite e incise in cd.

Per i suoi meriti artistici e culturali il governo della Regione Toscana l’ha insignito della più sua alta onorificenza, il Gonfalone d’Argento.

Ensemble Modo Antiquo. Fondata da Federico Maria Sardelli nel 1984, l’Orchestra Barocca Modo Antiquo unisce musicisti dotati di grandi capacità, gusto per il virtuosismo strumentale e profonda conoscenza dei linguaggi e delle prassi esecutive storiche. Si è affermata come una delle orchestre più dinamiche e dotate. Sotto la bacchetta di Federico Maria Sardelli è regolarmente invitata nei maggiori festival e nelle più illustri sale da concerto. La discografia di Modo Antiquo conta più di quaranta titoli, fra cui si trovano molte prime registrazioni mondiali, come l’integrale delle Cantate e dei concerti per traversiere di Vivaldi, la ricostruzione dei Concerti Grossi di Corelli con strumenti a fiato aggiuntivi, i Concerti di Parigi di Vivaldi, e molti altri titoli. È l’unico gruppo barocco che ha ricevuto ben due nomination ai Grammy Awards: la prima per il disco Vivaldi, Concerti per molti istromenti, votato quale uno dei migliori CD del mondo nel 1997; la seconda nel 2000 per i Concerti Grossi Op. VI di Corelli. Modo Antiquo è protagonista della rinascita dell’opera vivaldiana dei nostri tempi: sue sono le prime registrazioni e rappresentazioni delle opere Arsilda Regina di Ponto, Tito Manlio, Orlando Furioso e Atenaide, Orlando Furioso 1714. Nel 2005 ha eseguito al De Doelen Concertgebouw di Rotterdam la prima mondiale di Motezuma, riscoperto dopo 270 anni, nel 2012 ha eseguito quella del nuovo Orlando vivaldiano, inciso per Naïve. Recentissimamente è apparsa presso Glossa la prima incisione mondiale dei «Lost Concertos for Anna Maria» in cui rivivono, grazie ad una esclusiva ricostruzione, sei spettacolari concerti che Vivaldi dedicò alla sua allieva prediletta.

 

Informazioni:  www.fondazionecarilucca.it

Comunicazione e Relazioni esterne Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca

Andrea Salani Tel. + 39 0583 472661 – e.mail  comunicazione@fondazionecarilucca.it | www.fondazionecarilucca.it

Ufficio stampa eventi FCRL  Davis & Co. | Lea Codognato e Caterina Briganti

Tel. + 39 055 2347273
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“L’albero”, all’Astra il film sull’infelicità dei nostri giovani

“L’albero”, all’Astra il film sull’infelicità dei nostri giovani
 

Opera prima di Sara Petraglia, che sarà presente in sala insieme alle ventenni attrici protagoniste

Venerdì 21 marzo alle ore 21, insieme alla regista Sara Petraglia e alle attrici Tecla Insolia e Carlotta Gamba, sarà proiettato al Cinema Astra di piazza Beccaria a Firenze il film “L’albero”, opera prima di Petraglia, un film che racconta il disagio giovanile odierno. Il film è la storia di Bianca, che avverte sulle sue spalle un peso che molto maggiore dei suoi 23 anni, in cui dovrebbe andare all’università ma passa le sue giornate a riflettere sul tempo e all’amicizia che si mischia all’amore per la ragazza con cui vive, Angelica. Bianca preferisce dedicarsi alla scrittura dei suoi romanzi piuttosto che ai banchi di scuola. Bianca ama Leopardi e adora l’albero che sorge davanti la sua casa al Pigneto. La vita scorre velocemente, mentre le due sviluppano una pericolosa dipendenza da cocaina e tentano di trovare un senso ad una vita in cerca di definizione.
Il film, come scritto su Mymovies, è “un ritratto dei ventenni di oggi, alla ricerca di utopie e speranze che non gli sono state concesse, della loro voglia di vivere e amare e della loro grande infelicità.

“Questa storia, prima di diventare una sceneggiatura, ha preso negli anni diverse forme come diari, romanzi, fanzine fotografiche, fumetti – tutte inconcluse” ha detto la regista Sara Petraglia, che poi ha aggiunto: “Era il tentativo di elaborare un vissuto denso, traumatico, ma anche felice. Di trasformare in parole il sentimento della nostalgia. Ed era il tentativo di riportare indietro cose che se ne stavano andando o se n’erano già andate. Per questo pensavo che questa storia riguardasse solo me. Ma dopo aver scritto il film, ho capito che poteva parlare anche ad altri. Che poteva mostrare un mondo femminile in cui le ragazze si muovono sole, chiuse dentro piccoli microcosmi, libere e vitali ma anche egocentriche, bugiarde, indolenti, viziate. Mondi in cui gli uomini non esistono, così come non esistono gli adulti. Mondi in cui le sostanze non sono né puro edonismo, né espressione di marginalizzazione sociale, ma una dimensione personale e oscura in cui si formano relazioni, alcune effimere, altre indissolubili. Poi ho creduto che avrei potuto provare a girarlo, questo film. Un film in cui dire la dipendenza come uno snodo critico della vita, che insieme distrugge e regala una diversa conoscenza di sé, dell’amicizia, dell’amore – linfe vitali anche quando finiscono. E un film che cerca di raccontare la morte senza raccontare la malattia, come la fine di un’epoca, come per dire: visto che la morte esiste, abbiamo fatto bene a vivere. Ma più di tutto, ho pensato che sarebbe stato bello mettere in scena l’importanza del racconto stesso: scrivere un diario, scrivere sui post-it, scrivere sui muri, narrare. E reinventare la propria storia”.