W la pappa al…
alla ribollita!
Sarà buona ovunque, Italia, estero, ma come la fanno nella città dantesca, no signori miei, presso l’Osteria Giovanni di Giovanni Latini in Via del Moro al n. 22r, credetemi, non ha eguali!
Tal pietanza, che deriva dalla tipica zuppa di pane raffermo e verdure della Toscana, più che altro nella Bassa Val di Serchio e nella Piana di Pisa tra Firenze ed Arezzo, è definita sostanzialmente ‘povera’, di origine contadina: non a caso le contadinelle specie di venerdì – giorno santo – ne cucinavano una gran quantità: veniva poi ‘ribollita’ in padella i giorni successivi in quanto la vera zuppa si riscalda due volte, altrimenti sarebbe una banalissima zuppa non gradevole come Dio comanda!
Stiamo parlando della ribollita, piatto gustosissimo che si scioglie in bocca i cui ingredienti principali soni il cavolo nero ed i fagioli borlotti. Segreto: per rendere migliore la zuppa, il cavolo deve aver “preso tutto il ghiaccio”, insomma, passato attraverso varie gelate invernali – brinate – sì d’essere più gustoso grazie alla morbidezza delle foglie. E, con i segreti, arriva anche la curiosità, quella appunto che tal prelibatezza era conosciuta sin dal Medio Evo; le focacce date alla servitù, venivano bollite e ribollite, sino a diventar pappe gustosissime.
Proprio ultimamente il Touring Club Italiano insieme a ‘Vetrina Toscana della Regione’ ha assegnato alla provincia Toscana il “Premio Touring dei Consoli della Toscana” riguardante un piatto della tradizione gastronomica di Firenze e provincia. E quindi rieccoci al gustosissimo piatto amato dai palati di tutto il mondo per la bontà dei suoi ingredienti. Questo naturalmente ‘vale’ per chi ci mette tanta cura e tanto amore come ser Giovanni che incessante lavora notte e dì per la gioia dei propri clienti nonché affecionados!
Tra un bicchiere di vino e l’altro, nel caldo tepore di questo buon ristoro, viene ricordato l’ingrediente di buona toscanità reso così prezioso dalla nostra agricoltura che, fortunatamente, abbonda nel nostro Stivale. L’assessore alla cultura Cristina Scaletti parlava di ciò che comporta il nostro buon cibo e quindi il legame con il territorio, la tipicità, l’elemento distintivo per la nostra regione e non solo, e si soffermava poi ulteriormente sulla competitività e identità di tali prelibatezze, rendendo tutto questo un grande valore aggiunto. Perché quando: “dici ribollita, dici Firenzeeeee!”
Parole riprese anche da Billi, assessore al Turismo della Provincia di Firenze, capace anch’egli di segnalare le eccellenze della nostra terra madre: “E’ inevitabile menzionare i nostri punti di forza che orgogliosamente si fondano sulla nostra variegata offerta turistica, dal nostro patrimonio turistico a questo “mangiare genuino e sano”, con doveroso ringraziamento a “Vetrina Toscana” ed a tutte le altre iniziative in merito che ci contraddistinguono per la nostra tipicità.
E allora ricordiamoci quel bellissimo motto di saggezza popolare che recita: “chi no sa mangiare, non sa nemmeno vivere!”
Carla Cavicchini