Il Gruppo FINI alla Mezza Maratona d’Italia

Il Gruppo Fini ai nastri di partenza con due maratone, una podistica e una al risparmio:

 Gruppo Fini parteciperà come sponsor ufficiale alla prima edizione della Mezza Maratona d’Italia il 30 marzo 2025, confermando il suo impegno a sostenere le iniziative locali e celebrare la tradizione sportiva di Modena e Maranello. L’evento, che include gare su diverse distanze (21,0975 km, 10 km, 5 km), avrà un percorso che unisce simbolicamente il mondo delle corse automobilistiche e quello podistico, con partenza dal Museo Ferrari di Maranello e arrivo in Piazza Roma a Modena. L’obiettivo è valorizzare il territorio e creare una festa inclusiva per atleti, famiglie e appassionati di sport. Gruppo Fini condivide i valori di sostenibilità, benessere e spirito di squadra dell’evento, promuovendo uno stile di vita attivo e salutare. La partecipazione rafforza il legame con la comunità locale e la storicità del brand, legato alla città di Modena, dove l’azienda è nata nel 1912.

Dal 31 marzo al 29 giugno 2025 Le Conserve della Nonna lancia un concorso dedicato ai consumatori. Ogni settimana, sarà possibile vincere un buono spesa da 100€ acquistando due prodotti del brand e caricando lo scontrino sulla pagina web dedicata. Cinque fortunati vincitori si aggiudicheranno un corso annuale di cucina su Club Academy, la più grande scuola di cucina e pasticceria online in Italia, con corsi tenuti da chef stellati. Nei weekend, alcune sedi selezionate di ipermercati ospiteranno isole promozionali con degustazioni e assaggi.

 

HOT ONES –   ITALIA – con Rose Villain

  HOT ONES –   ITALIA

Il 21 marzo in esclusiva su RaiPlay il nuovo episodio dello show con domande in “salsa piccante”  Condotto da Alessandro Cattelan

Ospite della prossima puntata :    Rose Villain

“Cantare con i Coldplay davanti a centomila persone mi faceva sentire al posto giusto. Sono pronta per gli Stadi!”

Cantautrice e rapper, una delle artiste più internazionali del panorama italiano, Rose Villain è l’ospite della prossima puntata di “Hot Ones”, il programma condotto da Alessandro Cattelan, in esclusiva su RaiPlay da venerdì 21 marzo.

In ogni puntata, Cattelan e i suoi ospiti mangiano alette di pollo condite con salse progressivamente sempre più “hot” che aiutano ad abbattere ogni ritrosia e diffidenza, con reazioni spesso divertenti e sempre imprevedibili.

 Rose Villain si racconta davanti ad alette in versione vegana: «Sono stata vegetariana per un po’ di anni poi, piano piano, dopo essermi informata sullo sfruttamento animale e sulle incidenze delle malattie ho notato che l’alimentazione vegana mi faceva stare bene fisicamente, stavo meglio mangiando vegano piuttosto che vegetariano. Così dopo aver letto un po’ di libri ho provato, anche se ogni tanto sgarro soprattutto quando sono in tour nei paesini in giro per l’Italia. In America è certamente più facile: New York è una delle città più vegan friendly del mondo insieme a Los Angeles. Qualsiasi cosa tu voglia, trovi l’esatta versione vegana!»

 Sull’esperienza americana dice: «Ho vissuto tanti anni a New York ma è a Los Angeles, dove ho studiato musica, che ho formato una band che si chiama “The villains- I cattivoni”. Eravamo quattro sfigati e ci serviva un nome per tirarci un po’ su. Facevamo pezzi rock, punk… In America ho studiato al conservatorio di musica moderna. E quando mi sono trasferita a New York ho fatto musical e teatro e mi sono perdutamente innamorata di questa città dove ho iniziato a scrivere canzoni. E lì che ho incontrato il mio producer, milanese anche lui, che voleva fare un’esperienza all’estero. All’inizio abbiamo lavorato insieme poi ci siamo sposati! Tutto ha preso forma lì finché non mi sono trovata più bene con la mia etichetta: si aspettavano che facessi altra musica, un po’ troppo allegrotta. In quel periodo ero darkissima e me ne sono andata».

 A proposito di Sanremo e delle tensioni provate sul palco rivela: «Io ho partecipato due volte. Dalla prima ho imparato a vivermela più tranquillamente manifestando serenità tutti i giorni; questo perché la prima volta era andata emotivamente malissimo. Per la seconda volta mi sono imposta di non leggere nulla e così ho fatto. Comunque tornando a casa a Milano, per entrambe le volte di notte continuavo a sognare interviste, domande, telecamere».

 E sul successo arrivato da adulta confessa: «Sono molto felice di questo! Le canzoni che scrivevo da giovane non mi piacevano. Conservo tutto in una chiavetta e la primissima – “Wild child”- ce l’ho tatuata. Il successo è arrivato a quasi trenta anni, ho una maggiore consapevolezza artistica e so cosa voglio. A vent’anni non sarei mai riuscita a gestire il successo e la popolarità». Popolarità che l’ha portata ad aprire concerti dei Coldplay«Quattro concerti allo stadio Olimpico di Roma! A venti anni sarei stata entusiasta ma probabilmente il carico di adrenalina mi avrebbe fatto sbagliare perché avrei fatto troppo. Crescendo ho imparato: non ho ansie sul palco, solo adrenalina!… Quando ho cantato con i Coldplay davanti a centomila persone, mi sono sentita al posto giusto e ho capito che potevo fare gli Stadi e che un giorno li farò. Dopo mezz’ora di concerto con loro non volevo più scendere dal palco».

 Sui momenti più felici della sua carriera risponde: «Aprire i concerti per i Coldplay è stato senz’altro un momento felice ma la gioia più grande è arrivata quando ho aperto il mio primo concerto con gente che aveva pagato il biglietto e cantava ogni parola delle mie canzoni, anche quelle che quasi non ricordavo più». E sui suoi tre album aggiunge: «Sono tutti diversi, difficile dire quale sia il più bello dei miei dischi. “Gotham” ricorda un momento frustrante: ero nostalgica, triste, malinconica. Poi sono fiorita con il contatto con il pubblico e “Sakura” ricorda la fioritura dei ciliegi in Giappone. “Vega” invece, album bello bello, è la storia delle stelle… Dalle ombre ai fiori arriviamo al firmamento anche se io non ho la pretesa di essere una stella del firmamento, mi considero piuttosto un astronauta tra le stelle».

 Su come scrive le sue canzoni Rose Villain rivela: «Scrivo quando capita, anche se ultimamente preferisco il giorno alla sera. Però devo stare sdraiata! Tendenzialmente sono con Andy (Andrea Ferrara, in arte Sixpm) che produce. Faccio una melodia e registro solo la parte melodica. Poi ne registro altre trenta, ma sul disco c’è sempre la prima. Poi mi sdraio e scrivo il testo».

 Confida di divertirsi molto con “Nuova Scena”: «Io non premio la barra perfetta o la tecnica. A me piace vedere le ambizioni, perché la passione batte sempre il talento. Quando vedo qualcuno che farebbe qualsiasi cosa tra cui mettersi a studiare di notte per fare meglio degli altri e fare qualcosa di nuovo, io voto per l’originalità, per la fotta. Fabri (Fibra) ci tiene tanto alla scrittura, alla metrica, alla parte meramente tecnica del rap. Mentre Geolier apprezza l’autenticità, la credibilità, perché lui ha vissuto tutte le cose che racconta».  E di non andare spesso al cinema: «Tarantino, Picher, Nolan, Lynch sono i miei preferiti. Di Nolan odio “Tenet”. “Inception” è un capolavoro ma “Interstellar” è il mio film preferito. Però non mi fa impazzire andare al cinema. Io ho un problema con le persone, soffro di misofonia e se la gente fa dei rumori io impazzisco. Mi piace da morire andare al cinema da sola».

 Infine l’amore con Andrea Ferrara: «Ci siamo incontrati a New York e mi ha chiesto di sposarlo sulle montagne russe, su quella più alta di tutte, a 200 metri dal vuoto».

 A “Hot Ones”, come nella versione statunitense del programma che è stato un grande successo ed è giunto alla sua venticinquesima edizione, i protagonisti dello show – personaggi del cinema, della Tv, dello sport, della musica e dei social media – vengono intervistati dal conduttore davanti a un piatto di alette di pollo (con un’alternativa vegetariana/vegana) condite con salse progressivamente più piccanti.

“Hot Ones” è una produzione Palomar, a Mediawan Company, in collaborazione con Rai Contenuti Digitali e Transmediali, condotto da Alessandro Cattelan

L’AFFARE VIVALDI – concerto-reading

L’AFFARE VIVALDI

concerto-reading

di e con  FEDERICO MARIA SARDELLI

Venerdì 21 marzo, ore 21.00       Chiesa di San Francesco, Lucca

Voce narrante Federico Maria Sardelli
da  L’Affare Vivaldi di Federico Maria Sardelli (ed. Sellerio)

Drammaturgia: Federico Maria Sardelli
Musiche: Antonio Vivaldi
Ensemble: Modo Antiquo

biglietti disponibili dalle 12.00 di martedì 18 marzo

 ingresso gratuito, prenotazione su www.fondazionecarilucca.it

Il fascino eterno di Antonio Vivaldi incontra la narrazione appassionata di Federico Maria Sardelli in un evento unico, “L’Affare Vivaldi”, un concerto-reading, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, in collaborazione con Animando, che si terrà venerdì 21 marzo, alle 21.00, nella Chiesa di San Francesco a Lucca.

Lo spettacolo, che fonde musica e narrazione, prende vita grazie all’interpretazione del testo di Sardelli, edito da Sellerio e vincitore del Premio Comisso 2015 per la narrativa, e al coinvolgente accompagnamento musicale dell’Ensemble Modo Antiquo.

Ingresso gratuito, previa prenotazione su www.fondazionecarilucca.it. Biglietti disponibili dalle 12.00 di martedì 18 marzo.

L’opera di Vivaldi, uno dei compositori più celebri e misteriosi del Barocco, che ha conquistato il pubblico grazie alle sue “Quattro stagioni”, cela un patrimonio musicale molto più vasto e affascinante, che per secoli è rimasto sepolto nell’oblio. Il racconto di Federico Maria Sardelli ricostruisce la storia di questo grande enigma culturale. Il “Prete rosso”, passato di moda dopo una vita di successi, morì in miseria, indebitato fino al collo. I manoscritti con la sua musica inedita, raccolta in centinaia di partiture autografe, passarono di mano in mano fra bibliofili e lasciti ereditari, scomparendo per quasi due secoli. Sardelli, in un viaggio appassionante e divertente, ci porta a rivivere le peripezie che hanno condotto al ritrovamento dei manoscritti e la battaglia per restituirli al pubblico, nonostante l’indifferenza dello Stato italiano e le traversie politiche e culturali del Novecento.

Il programma musicale del concerto-reading presenta alcune tra le opere più straordinarie di Vivaldi, tra cui il Concerto in Re minore per violino, archi e basso continuo, RV 813, la Sonata in Sol maggiore per violino, violoncello e basso continuo, RV 820, e il celebre Concerto in Fa maggiore per flauto, archi e basso continuo, op. X, n. 5, tra gli altri. L’Ensemble Modo Antiquo, fondato da Sardelli nel 1984, eseguirà queste composizioni con il consueto virtuosismo e la profondità interpretativa che li ha resi protagonisti della rinascita dell’opera vivaldiana. Il gruppo è apprezzato a livello internazionale per la sua attenzione alle prassi esecutive storiche e per il suo approccio distintivo alla musica barocca italiana, con un focus particolare su Vivaldi.

Il concerto-reading è un’opportunità unica per approfondire la storia del compositore e violinista italiano, attraverso un mix di narrazione e musica, che riesce a catturare l’immaginazione del pubblico e a farlo entrare nel cuore del Barocco. Con il suo tono coinvolgente e la sua ricca varietà musicale, lo spettacolo è destinato a conquistare tanto gli appassionati di musica classica quanto chi vi si avvicina per la prima volta.

Federico Maria Sardelli. Direttore d’orchestra, compositore, flautista, musicologo, pittore, incisore ed autore letterario, è uno dei massimi esperti di Vivaldi e un autore dal tratto satirico. È direttore principale dell’Accademia Barocca di S. Cecilia, ospite regolare del Maggio Musicale Fiorentino, del Teatro La Fenice, della Moscow State Chamber Orchestra, e molte altre istituzioni. Ha inciso più di quaranta CD per Naïve, Deutsche Grammophon, Sony, Glossa, Dynamic, Brilliant. Due volte nominée ai Grammy Awards (1997, 2000). Ha inciso le prime rappresentazioni mondiali di numerose opere vivaldiane inedite. È membro dell’Istituto Vivaldi della Fondazione G. Cini di Venezia e responsabile del catalogo vivaldiano (RV). Numerosissime le sue pubblicazioni musicali e musicologiche per Bärenreiter, Ricordi, SPES, Fondazione G. Cini. FMS è anche compositore, autore di centinaia di composizioni che vengono regolarmente eseguite e incise in cd.

Per i suoi meriti artistici e culturali il governo della Regione Toscana l’ha insignito della più sua alta onorificenza, il Gonfalone d’Argento.

Ensemble Modo Antiquo. Fondata da Federico Maria Sardelli nel 1984, l’Orchestra Barocca Modo Antiquo unisce musicisti dotati di grandi capacità, gusto per il virtuosismo strumentale e profonda conoscenza dei linguaggi e delle prassi esecutive storiche. Si è affermata come una delle orchestre più dinamiche e dotate. Sotto la bacchetta di Federico Maria Sardelli è regolarmente invitata nei maggiori festival e nelle più illustri sale da concerto. La discografia di Modo Antiquo conta più di quaranta titoli, fra cui si trovano molte prime registrazioni mondiali, come l’integrale delle Cantate e dei concerti per traversiere di Vivaldi, la ricostruzione dei Concerti Grossi di Corelli con strumenti a fiato aggiuntivi, i Concerti di Parigi di Vivaldi, e molti altri titoli. È l’unico gruppo barocco che ha ricevuto ben due nomination ai Grammy Awards: la prima per il disco Vivaldi, Concerti per molti istromenti, votato quale uno dei migliori CD del mondo nel 1997; la seconda nel 2000 per i Concerti Grossi Op. VI di Corelli. Modo Antiquo è protagonista della rinascita dell’opera vivaldiana dei nostri tempi: sue sono le prime registrazioni e rappresentazioni delle opere Arsilda Regina di Ponto, Tito Manlio, Orlando Furioso e Atenaide, Orlando Furioso 1714. Nel 2005 ha eseguito al De Doelen Concertgebouw di Rotterdam la prima mondiale di Motezuma, riscoperto dopo 270 anni, nel 2012 ha eseguito quella del nuovo Orlando vivaldiano, inciso per Naïve. Recentissimamente è apparsa presso Glossa la prima incisione mondiale dei «Lost Concertos for Anna Maria» in cui rivivono, grazie ad una esclusiva ricostruzione, sei spettacolari concerti che Vivaldi dedicò alla sua allieva prediletta.

 

Informazioni:  www.fondazionecarilucca.it

Comunicazione e Relazioni esterne Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca

Andrea Salani Tel. + 39 0583 472661 – e.mail  comunicazione@fondazionecarilucca.it | www.fondazionecarilucca.it

Ufficio stampa eventi FCRL  Davis & Co. | Lea Codognato e Caterina Briganti

Tel. + 39 055 2347273
 | e.mail: info@davisandco.it | www.davisandco.it

 

 

“L’albero”, all’Astra il film sull’infelicità dei nostri giovani

“L’albero”, all’Astra il film sull’infelicità dei nostri giovani
 

Opera prima di Sara Petraglia, che sarà presente in sala insieme alle ventenni attrici protagoniste

Venerdì 21 marzo alle ore 21, insieme alla regista Sara Petraglia e alle attrici Tecla Insolia e Carlotta Gamba, sarà proiettato al Cinema Astra di piazza Beccaria a Firenze il film “L’albero”, opera prima di Petraglia, un film che racconta il disagio giovanile odierno. Il film è la storia di Bianca, che avverte sulle sue spalle un peso che molto maggiore dei suoi 23 anni, in cui dovrebbe andare all’università ma passa le sue giornate a riflettere sul tempo e all’amicizia che si mischia all’amore per la ragazza con cui vive, Angelica. Bianca preferisce dedicarsi alla scrittura dei suoi romanzi piuttosto che ai banchi di scuola. Bianca ama Leopardi e adora l’albero che sorge davanti la sua casa al Pigneto. La vita scorre velocemente, mentre le due sviluppano una pericolosa dipendenza da cocaina e tentano di trovare un senso ad una vita in cerca di definizione.
Il film, come scritto su Mymovies, è “un ritratto dei ventenni di oggi, alla ricerca di utopie e speranze che non gli sono state concesse, della loro voglia di vivere e amare e della loro grande infelicità.

“Questa storia, prima di diventare una sceneggiatura, ha preso negli anni diverse forme come diari, romanzi, fanzine fotografiche, fumetti – tutte inconcluse” ha detto la regista Sara Petraglia, che poi ha aggiunto: “Era il tentativo di elaborare un vissuto denso, traumatico, ma anche felice. Di trasformare in parole il sentimento della nostalgia. Ed era il tentativo di riportare indietro cose che se ne stavano andando o se n’erano già andate. Per questo pensavo che questa storia riguardasse solo me. Ma dopo aver scritto il film, ho capito che poteva parlare anche ad altri. Che poteva mostrare un mondo femminile in cui le ragazze si muovono sole, chiuse dentro piccoli microcosmi, libere e vitali ma anche egocentriche, bugiarde, indolenti, viziate. Mondi in cui gli uomini non esistono, così come non esistono gli adulti. Mondi in cui le sostanze non sono né puro edonismo, né espressione di marginalizzazione sociale, ma una dimensione personale e oscura in cui si formano relazioni, alcune effimere, altre indissolubili. Poi ho creduto che avrei potuto provare a girarlo, questo film. Un film in cui dire la dipendenza come uno snodo critico della vita, che insieme distrugge e regala una diversa conoscenza di sé, dell’amicizia, dell’amore – linfe vitali anche quando finiscono. E un film che cerca di raccontare la morte senza raccontare la malattia, come la fine di un’epoca, come per dire: visto che la morte esiste, abbiamo fatto bene a vivere. Ma più di tutto, ho pensato che sarebbe stato bello mettere in scena l’importanza del racconto stesso: scrivere un diario, scrivere sui post-it, scrivere sui muri, narrare. E reinventare la propria storia”.

 

Poesia all’Orcio d’Oro di San Miniato

   A chiusura della mostra di Daniela Maccheroni, all’Orcio d’orovia Augusto Conti 48, San Miniato, sabato 29 alle 17, nel ciclo “Poesia all’Orcio”, avremo la presentazione di “Io non sono il mio sintomo”, ultimo libro di poesia di Renzia D’Incà, pubblicato dalle edizioni I Quaderni del Bardo, Copertino 2024. 

A presentarlo, oltre all’autrice, il prof. Lorenzo Greco, docente all’Università di Pisa, mentre a interpretare le intense poesie della D’Incà, ci saranno Letizia Pardi e Fabrizio Cassanelli, due attori che non hanno bisogno di presentazioni, tra i più interessanti dell’area pisana e non solo. 

Nella nota introduttiva al libro, Ottavio Rossani ha scritto che la D’Incà, pubblica “una raccolta/specchio: una poesia dopo l’altra si vede e si sente passare un’esperienza complessa, inattesa e sofferente, ma anche sorprendente, drammatica, allegra, desiderata. Tuttavia, mentre l’autrice si guarda, controlla, constata, non c’è certezza che l’apparenza sia sostanza. Le parole affermano una verità, ma gli occhi e i suoni subito, insieme, la mettono in dubbio, e in certi momenti la contestano. Le variazioni sono inseguite, e mai risolutive. Sembra un gioco del dire e del dubitare, in realtà è l’analisi dello scompenso tra realtà e finzione. L’Io si espone, e subito dopo si nega. Sembrerebbe tutto semplice, ma il gioco diventa ossessione”. 

Faranno gli onori di casa Andrea Bacconi e Andrea Mancini, che hanno organizzato la serata sulle poesie della D’Incà, autrice bellunese, che ormai da anni vive nella nostra Regione. 

“Io non sono il mio sintomo” è stata accolto nelle settimane scorse con grande interesse critico, sono infatti usciti numerosi articoli e segnalazioni sulla stampa cartacea e anche sulle pagine elettroniche, fra tutte il prestigioso La Lettura del Corriere della Sera; il volume è stato anche presentato in molte occasioni, perfino in forma di spettacolo da Marco e Antonio Di Stefano, durante la Primavera di danza, musica e teatro diretta a Pisa da Flavia Bucciero.

Insomma, ancora una ghiotta occasione che l’Orcio presenta ai suoi affezionati frequentatori, qualcosa nella quale – come sempre – si mischia approfondimento di cultura ad un luogo sempre più accogliente, questo è ciò che si respira negli spazi della antica Torre degli Stipendiari.

Renzia D’Incà è nata a Belluno e vive a Pisa dove si è laureata. Giornalista dal 1985 ha collaborato con quotidiani e riviste nazionali e come critico teatrale per Hystrio, Rocca, Rumor(s)cena, Articolo21. È consulente in Teatro e Comunicazione per enti pubblici e privati. Ha condotto ricerche universitarie per la rivista Ariel e svolto tutoraggio di Master universitario di Teatro e comunicazione teatrale per l’Università di Pisa. Ha pubblicato in poesia “Anabasi” (Shakespeare & Company- Bologna, 1995) con prefazione di Ugo Ronfani, “L’altro sguardo” (Baroni-Viareggio, 1998) con prefazione di Dino Carlesi, “Camera ottica” (ivi, 2002) con prefazione di Mariella Bettarini, “Il Basilisco” (Edizioni del Leone -Castelfranco Veneto, 2006) con postfazione di Luigi Blasucci, “L’Assenza” (Manni-Lecce, 2010) con prefazione di Concetta D’Angeli, Bambina con draghi (LCE-Castelfranco Veneto, 2013) con prefazione di Paolo Ruffilli. È inserita nella rivista Italian Poetry della Columbia University. Come saggista teatrale ha pubblicato il volume collettaneo “Il teatro del cielo” (Premio Fabbri 1997), “Il gioco del sintomo” (Pacini-Fazzi, Lucca, 2002) su un’esperienza di teatro e disagio mentale, “La città del teatro e dell’immaginario contemporaneo” (Titivillus Corazzano, 2009), “Il Teatro del dolore” (ivi, 2012). Come autrice teatrale sono stati rappresentati “Ars amandi-ingannate chi vi inganna” (regia di Alessandro Garzella), e “Passio Mariae” (regia di Paola Marcone) con video di Giacomo Verde

Ufficio stampa 3335925005

andrea mancini

La conchiglia di Santiago  –   edizioni, produzioni cinematografiche e teatrali, mostre

via Maioli 18, 56028 San Miniato 

tel. 333 5925005

 

Lo scrittore Fabio Genovesi a Pietrasanta

Lo scrittore Fabio Genovesi presenta in anteprima nazionale a Pietrasanta

il suo ultimo romanzo ‘Mie magnifiche maestre’.

Sabato 29 marzo, ore 18:00 – Teatro Comunale di Pietrasanta (Lu)

Pietrasanta (Lu) 26.03.2025  _  La Fondazione Versiliana e la città di Pietrasanta ospiteranno sabato 29 marzo alle ore 18,00 presso il Teatro Comunale “C. Galeotti” ,  la presentazione in anteprima nazionale del nuovo romanzo di Fabio Genovesi ‘Mie magnifiche maestre’ (edito Mondadori), che uscirà in tutte le librerie martedì 1 aprile.

Autore di romanzi, saggi e sceneggiature, voce delle telecronache Rai al Giro d’Italia e collaboratore del Corriere della Sera, Genovesi ha vinto nel 2015 la seconda edizione del Premio Strega Giovani con il romanzo Chi manda le onde entrando nella cinquina dei finalisti del Premio Strega, mentre con Il mare dove non si tocca ha vinto ex aequo il Premio Viareggio 2018 per la narrativa. A dialogo con Andrea Geloni, l’autore versiliese racconterà, con la sua voce unica e inconfondibile, la storia delle sue sue ‘maestre’: sua madre, sua nonna, le sue zie e le loro amiche, donne che non hanno scalato l’Everest o scoperto la penicillina, ma hanno saputo disegnare portenti che la Storia non ha registrato perché le manca la sensibilità. Donne che nelle loro vite ingarbugliate non hanno fatto grandi cose, ma hanno fatto cose grandi. E non smettono adesso che sono morte: eccole tornare nei sogni quando c’è bisogno di loro. Perché niente finisce morendo, niente sognando: tutto è sempre vero, e sempre vivo.

L’evento, organizzato in collaborazione con la casa editrice Mondadori, la Fondazione Versiliana, il Comune di Pietrasanta e la Libreria ‘Nina’, si svolgerà sabato 29 marzo 2025 alle ore 18:00 presso il Teatro Comunale ‘C.Galeotti’ (Piazza Duomo 14, Pietrasanta).

Al termine della presentazione, l’autore sarà disponibile per il firmacopie.

 

Ingresso libero fino ad esaurimento posti. Apertura teatro ore 17.00.

 

Programma su www.versilianafestival.it

 

 

 

 

Valentina Pierotti

Fondazione Versiliana – Ufficio Stampa 
Viale Morin 16, 55045 Marina di Pietrasanta (LU)
tel: 0584.265777 mob: 349 8613496
ufficiostampa@versilianafestival.it –  versilianafestival.it